L'impero di Carlo Magno
Struttura politica e sociale dell'impero

Prima con il regno poi con l'impero Carlo creò una struttura amministrativa per governare un territorio vastissimo. Come suo nonno, Carlo continuò nella concessione dei benefici, organizzò i suoi territori in contee, marche e ducati.Il conte è un rappresentante scelto dal sovrano, che può essere rimosso dal suo incarico per volontà dell'imperatore.La singola contea contiene molte signorie feudali,
spada di Carlo Magno
che fanno riferimento al conte per questioni di carattere
amministrativo e giudiziario. Durante l'Impero di Carlo si contano quasi duecento contee. Le marche invece sono territori più grandi delle contee e solitamente si trovano al confine. La vastità del territorio si giustifica con il fatto che il marchese, anch'egli revocabile dal sovrano, ha bisogno di molte risorse per organizzare la difesa militare del territorio. Infine i ducati sono territori in cui sono presenti etnie diverse, e molto spesso il duca è il capo di un popolo sottomesso, che presta giuramento a Carlo. Il duca viene può essere rimosso solo se viene meno al giuramento prestato al sovrano. La mancanza d'introiti per lo stato non permetterà a questa struttura amministrativa di esercitare in pieno i suoi poteri. I conti e marchesi sono, di fatto, prigionieri delle volontà dei signori feudali. Per imprimere una politica unitaria, Carlomagno istituisce un corpo di funzionari noti come i Missi Dominici, i quali attraversano l'Impero in lungo e largo, chiamati a risolvere le questioni d'interesse generale, secondo le direttive che sono emanate dal nuovo centro di direzione politica che Carlo fissa ad Aquisgrana. Da Aquisgrana Carlo gestirà il suo impero, vivendo a corte in maniera stabile dal 796 fino alla sua morte. Le direttive erano meglio note come capitolari, che solitamente erano emanati solitamente durante i Campi di Maggio, delle grandi assemblee cui partecipavano duchi, conti e marchesi. Nonostante tutti questi sforzi, Carlo non riuscì mai a dare al regno un'organizzazione legale simile a quella della Roma antica, fatta di leggi uniche emanate da un potere centrale. Anche in campo culturale non mancarono tentativi di consolidare l'Impero.
Carlo Magno e un paladino
Le istituzioni create da Carlomagno

Per volere di Carlo fu istituita la Schola Palatina, in altre parole la Scuola di Palazzo, dove sotto la guida
o marchese. Tra gli intellettuali più noti si ricorda Paolo Diacono, Pietro da Pisa, Paolino d'Aquileia ed Eginardo, biografo personale di Carlo di cui ci ha lasciato una biografia ricca di notizie, intitolata Vita Karoli, contribuendo a consegnare alla leggenda la figura di Carlomagno. EGINARDO ci parla di Carlo come di un eroe: era appassionato di nuoto, amava i bagni di vapore. Possedeva una sensibilità per la cultura e lo studio che lo indusse ad imparare il latino fino a parlarlo correntemente, e a studiare il greco. ALCUINO stesso insegnò a Carlo la retorica, la dialettica e l'astronomia. Sembra che fosse molto fedele alle tradizioni ed in particolare all'abbigliamento: solo a Roma, e per richiesta del Papa, accettò di non vestire il costume nazionale dei Franchi per indossare la tunica. La sua figura era così potente nell'immaginario collettivo che Federico Barbarossa, nel 1165, fece di tutto affinché Carlo fosse ammesso nel novero dei santi. Sebbene la leggenda s'impadronì della figura di Carlomagno, rendendola immortale, il suo Impero non ebbe vita lunga. Del resto di Carlomagno si potrebbe dire che fu l'uomo giusto al momento giusto. Le sue doti di capo, unite alla voglia di restaurazione imperiale dei nobili europei, fecero di Carlo un imperatore. Il suo merito fu quello di aver fondato un'idea d'impero che sopravvisse al suo impero stesso ispirando i sovrani che vennero dopo di lui.
e il coordinamento d'Alcuino, i più grandi intellettuali dell'epoca tenevano corsi per i figli dei nobili, vicini alla corte di Carlo, i quali un giorno sarebbero stati investiti della carica di duca, conte
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